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SADIF, la storia della nostra falegnameria dal 1962

SADIF è una falegnameria di Castel Goffredo, in provincia di Mantova. Siamo specializzati nella produzione su misura di controtelai per porte e serramenti, cassonetti per tapparelle e monoblocchi coibentati per garantire l’isolamento termico e acustico.
A guidare l’azienda dal 2021 è Livio Piubeni, grande appassionato di musica e figlio di Ernesto, uno dei cinque soci fondatori.

Oggi sono 7 i dipendenti che realizzano le migliori soluzioni per produttori e rivenditori di serramenti, imprese edili e privati. Fa parte da anni della squadra di SADIF la falegname Angela che, con la sua preziosa presenza, lima e pialla stereotipi di genere legati a questa professione.

Grazie agli oltre 60 anni di attività, SADIF viene riconosciuta per l’esperienza, la qualità e la produzione su misura, anche per piccoli ordini. Una personalizzazione studiata per ogni tipo di intervento e di budget e nel rispetto dei vincoli costruttivi, fondamentali soprattutto per le ristrutturazioni.

La falegname Angela al lavoro. Ha capelli corti di un castano ramato, indossa occhiali neri, un orologio sportivo, un pile arancione e un paio di guanti neri da lavoro.
Dettagli degli strumenti da lavoro della falegnameria su un tavolo: un metro giallo, penne, spatole, martelli e una scatolina con graffette metalliche.

I controtelai, cassonetti e monoblocchi SADIF raggiungono le province di Mantova, Brescia, Bergamo, Milano, Varese, Cremona, Lodi, Piacenza, Pavia, Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Reggio Emilia, Modena e Bologna. Ma anche altre parti d’Italia, se gli ordinativi sono un numero importante.

Questa è SADIF oggi. Se prosegui nella lettura puoi conoscere il suo passato di falegnameria artigiana e scoprire l’evoluzione negli anni, tra sfide, automatizzazione e attenzione alla sostenibilità ambientale.

La storia di SADIF inizia nel 1962 a Ceresara

La storia di SADIF inizia nel 1962 a Ceresara

È il 9 ottobre 1962, John Lennon compie 22 anni e, alla Camera di Commercio di Mantova, i “Fab Five” Francesco Morelli, Ugo Cavaglieri, Roberto Baraldi, Enrico Bozzolini ed Ernesto Piubeni registrano la S.A.DI.F.-Società Artigiana DI Fatto. All’epoca, la falegnameria ha sede a Ceresara ed è attiva per lo più nella produzione di mobili.

Dieci anni dopo, nel 1972, i cinque soci acquistano il laboratorio di falegnameria, con annessi macchinari, a Bocchere di Castel Goffredo, dove ora ha sede SADIF. Quell’anno, purtroppo, chiude il fan club ufficiale dei Beatles: la band, ormai, si era sciolta due anni prima.

Una foto d'epoca della falegnameria SADIF vista dall'alto. I tetti ondulati come le fabbriche di una volta, e nel cortile alcune assi di legno protette da lamiere.

SADIF si specializza in controtelai e cassonetti per tapparelle e il suo mercato si espande

In pieno boom edilizio, nel 1977, la società si trasforma in una Snc e diviene SADIF di Piubeni Ernesto & C. Pochi mesi dopo, i soci più anziani, Morelli e Cavaglieri, lasciano la falegnameria. Il lavoro per fortuna non manca, ed è ancora a prevalenza manuale, SADIF si specializza nella produzione di controtelai e di cassonetti per tapparelle.

Ai tre soci rimasti, si aggiungono presto una decina di giovani operai. Tra questi c’è anche Francesco, che ancora oggi lavora con noi e ha visto l’azienda evolversi nel corso degli anni.

La ragione sociale cambia nuovamente: è la vigilia di Natale del 1986 e la falegnameria diventa una Srl. Un grande cliente della zona purtroppo fallisce, ed è dunque necessario allargare il mercato non solo oltre provincia, ma pure oltre regione. Grazie alle capacità produttive, e alle competenze acquisite, SADIF riceve ordini da tutta la Lombardia, da Veneto, Emilia Romagna, Piemonte e Toscana.

Negli anni ‘90 lasciano l’attività anche i soci Roberto Baraldi ed Enrico Bozzolini, perciò Ernesto Piubeni diventa amministratore unico della SADIF.

Livio Piubeni, figlio di Ernesto, entra in azienda nel 2000 e, con il suo arrivo, inizia la digitalizzazione dell’azienda.

Al via la produzione di monoblocchi coibentati

La crisi finanziaria del 2008 in Italia mette in ginocchio il mercato immobiliare e, di conseguenza, il settore dei serramenti subisce un contraccolpo. Sono anni tosti, ma che generano rinnovamenti nel settore edilizio, in rapida evoluzione. Gli standard costruttivi diventano più stringenti e acquistano sempre più importanza l’isolamento termico e acustico degli edifici.

A queste nuove esigenze dell’edilizia, SADIF risponde iniziando a produrre i controtelai coibentati o monoblocchi.

In piena pandemia, nel marzo 2021, purtroppo muore Ernesto Piubeni, ultimo dei soci fondatori. La guida dell’azienda passa al figlio Livio.

Alcuni controtelai monoblocco riposti in ordine nella falegnameria.
Alcuni controtelai monoblocco riposti in ordine nella falegnameria.

SADIF si innova e punta sulla sostenibilità ambientale

Dal 2022 il laboratorio si illumina con sole luci a LED, per minimizzare l’impatto ambientale e il consumo energetico.

Un operaio della falegnameria con indosso, cappello, occhiali, guanti e camice grigio, preme il pulsante di una macchina.
Un operaio della falegnameria con indosso, cappello, occhiali, guanti e camice grigio, preme il pulsante di una macchina.

Dal 2022 il laboratorio si illumina con sole luci a LED, per minimizzare l’impatto ambientale e il consumo energetico.

Inoltre, grazie agli incentivi di Transizione 4.0, SADIF si automatizza. Acquista un centro di lavoro a controllo numerico computerizzato (CNC) per la lavorazione dei pannelli in legno e in EPS (polistirene). Il processo produttivo diventa, così, ancora più preciso e veloce. L’attenzione per l’ambiente si misura anche con il riciclo. Gli scarti della lavorazione del polistirene, appositamente raccolti in un silo separato, vengono sempre inviati alla catena di riciclo.

La sensibilità nei confronti della sostenibilità ambientale spinge SADIF ad aggiungere, nel 2024, anche un impianto fotovoltaico da 44.08 kW (finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2021/2027 di Regione Lombardia) e macchinari con inverter ad alta efficienza energetica per sostituire quelli diventati obsoleti.

Inoltre, dal 2026 il nuovo impianto con pompe di calore, che ha sostituito quello a gas, permette il riscaldamento e il raffrescamento del laboratorio, azzerando le emissioni dirette di CO2.

Inoltre, dal 2026 il nuovo impianto con pompe di calore, che ha sostituito quello a gas, permette il riscaldamento e il raffrescamento del laboratorio, azzerando le emissioni dirette di CO2.

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